VERSETTI DAI VANGELI DELLE TRE MESSE DI VENERDI’ 2 NOVEMBRE
“«Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna»” (Gv 5,29 dalla prima Messa)
“«In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna».” (Gv 6,47 dalla seconda Messa)
“«Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».” (Gv 6,40 dalla terza Messa)
Un uomo si condanna da solo se non crede alla eternità della propria vita, se crede che tutto termini con la morte del suo corpo. Qui c’è l’oblio, il nulla.
Un uomo si apre alla misericordia di Dio se crede alla eternità della propria anima, crede in quella risurrezione di vita promessa a quanti fanno il bene.
La commemorazione dei Fedeli defunti è una festa di vita dove si innalza la preghiera perché i propri cari possano accedere al più presto alla risurrezione di vita, dove c’è la pienezza di giustizia, di pace, di gioia.
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni di venerdì 2 novembre 2018 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)