Martedì della settimana della III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 16 Giugno 2026

“Un altro sabato il Signore Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo. Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo. Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita. Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.” (Lc 6,6-11)

Gli scribi e i farisei presenti nella Sinagoga hanno già condannato Gesù nel loro cuore perché la legge del riposo del giorno di sabato non è rispettata
La durezza dei cuori di quei scribi e quei farisei è tale da non vedere il bene compiuto ma solo la violazione della legge che diventa pretesto per perseguitare un innocente che è Dio. Sono uomini caduti nell’infelicità presi dai lacci delle norme per giustificare il loro comportamento spesso sbagliato e privo d’amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,6-11 – Martedì 16 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della III Domenica dopo Pentecoste

beato Clemente Vismara, sacerdote
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 15 Giugno 2026

“Un sabato il Signore Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani. Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?». Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?». E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».” (Lc 6,1-5)

La legge ha in se anche delle norme che indicano cosa non si può fare nei giorno di riposo del Sabato. Alcune norme proibivano il lavoro come la raccolta nei campi e il fatto che i discepoli raccoglievano alcune spighe per mangiarle era per quei farisei motivo di scandalo.
Gesù indica che la Legge va sì applicata ma contestualizzata. I discepoli avevano raccolto una modica quantità di spighe perché avevano fame, la norma può essere violata per ben celebrare il giorno del riposo senza aver fame.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,1-5 – Lunedì 15 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 14 Giugno 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».” (Gv 3,16-21)

Dio ha mandato il suo figlio Gesù perché il mondo sia salvato. Si tratta della redenzione della possibilità per ogni uomo, per ogni donna della vita eterna nella beatitudine. Chi crede veramente nel Signore Gesù non si perde nella vicende della vita ma abbia la pienezza della vita su questa terra e quella eterna.
Gesù offre la propria vita per il mondo, non si tratta di giudicare il mondo per condannarlo, la missione è di salvarlo per mezzo del Figlio di Dio.
Se veramente si crede in Gesù si è già salvati: «Chi crede in lui non è condannato»
La via dell’esperienza umana nel cammino terreno è un bagaglio prezioso che può essere portato verso l’eternità, nella fede nel Signore Gesù può essere trasfigurato dal suo amore in comunione con i santi grazie a quella misericordia intensa che proviene dall’alto.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,16-21 – Domenica 14 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della II Domenica dopo Pentecoste

Cuore immacolato della B.V. Maria
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 13 Giugno 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono».” (Mt 5,20-24)

Dopo la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, vi è la memoria del Cuore immacolato di Maria. Un cuore puro senza alcuna macchia, esempio d’amore donato alla umanità.
Nel Vangelo vi è uno dei versetti più conosciuti:
«Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello»
Se ti rendi conto che qualche persona ha qualche cosa contro di te, tenta di metterla a posto, tenta la riconciliazione che è gesto di pace, gesto che costruisce la pace. Se non viene accattata ci riproverai a suo tempo.
La fratellanza è la vera offerta davanti all’altare del Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,20-25 – Sabato 13 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sacratissimo Cuore di Gesù

Solennità
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 12 Giugno 2026

“In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e “troverete ristoro per la vostra vita”. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».” (Mt 11,25-30)

La solennità del Sacro Cuore di Gesù è l’amore del Signore Gesù per ogni sua creatura. L’essere disteso verso coloro che hanno perso la gioia di una esistenza piena fatta di verità, solidarietà, amore, senza escludere alcuno. Gesù esprime un amore amplissimo, senza alcun difetto, puro in se. Un amore che chiede amore, vuole incontrare la gioia del dare, la gioia del ricevere, l’essere dono per altri e essere disposto a ricevere doni.
Il Sacratissimo Cuore di Gesù vuole donare a chi si è perso la grazia della sua infinita misericordia, un ardore misericordioso verso tutte le creature che raggiunte dal perdono possono riprendere il cammino d’amore e di comunione con il Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,25-30 – Venerdì 12 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Barnaba, apostolo

Festa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 11 Giugno 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico, nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».” (Mt 10,7-15)

Gesù dà alcune istruzioni per la missione dei suoi discepoli. Sono azioni di vicinanza e di carità. Predicare la vicinanza di Dio all’uomo, portare guarigione nei cuori, stare lontani dalle ricchezze terrene sono aspetti della missione dei discepoli, aspetti di libertà.
Anche oggi il cristiano è chiamato a essere discepolo, a portare speranza, a diffondere la vicinanza di Dio che non vuole stare lontano dalle sue creature ma le vuole salvare nella loro libertà di scelta.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,7-15 – Giovedì 11 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)


Martedì della settimana della II Domenica dopo Pentecoste

sant’Efrem, diacono e dottore della Chiesa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 9 Giugno 2026

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!». E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va’ invece a mostrarti al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro». Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.” (Lc 5,12-16)

Una richiesta di guarigione fatta da un lebbroso a Gesù. Non dice “guariscimi!” o “devi salvarmi!” ma chiede con un grande rispetto:
«Signore, se vuoi, puoi purificarmi»
Il lebbroso non pretende di essere guarito, esprime la sua fede nel rispetto del Signore. La risposta di Gesù è conseguente: «Lo voglio, sii purificato!»
Il modo di chiedere è importante, il rendersi conto di essere creatura fragile, debole ma amata da Dio è una buona impostazione per chiedere. Ad esempio: “Signore, abbi pietà di me, ti chiedo se vuoi di guarire questo bambino ma chi sono io per chiederti questo?”.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 5,12-16 – Martedì 9 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della II Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 8 Giugno 2026

“In quel tempo. Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, il Signore Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano.” (Lc 5,1-6)

Gesù invita a gettare le reti, invita a giocarsi, a mettersi in gioco, uscire dalla delusione dall’abbattimento, dall’essere ripiegati su se stessi e rialzarsi.
Coinvolge pescatori, sale sulla barca di Simone per parlare alla folla dall’imbarcazione.
Dopo l’insegnamento dice a Simone come prendere una grande quantità di pesci dopo una notte di lavoro infruttuosa, dopo una delusione. Nella pesca miracolosa si incomincia a vedere la speranza, il valore dell’uomo per il Signore Gesù e il suo dominio di Gesù sulla creazione, lui che è Dio per mezzo del quale tutto è stato creato.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 5,1-6 – Lunedì 8 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

II Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 7 Giugno 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare e insegnava alle folle dicendo: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».” (Mt 5,2.43-48)

Volere il bene e non il male per il proprio nemico. Sarebbe naturale far del male al nemico. Fare il bene al nemico è una impresa profondamente cristiana che scioglie il vortice dell’odio, del rancore, della vendetta, della menzogna, dell’inganno. Il nemico diventa fratello, un uomo con la sua storia e le sue fragilità. Ecco dunque come combattere il proprio nemico, non con le armi del male ma con quelle molto più potenti del bene.
Il nemico potrebbe essere una persona che sbaglia e l’arma migliore è quella di volere il bene interrompendo la catena di rancori e vendette che altrimenti potrebbero proseguire e amplificarsi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,2.43-48 – Domenica 7 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)


Sabato della settimana della I Domenica dopo Pentecoste

san Gerardo da Monza
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 6 Giugno 2026

“In quel tempo. Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio «una coppia di tortore o due giovani colombi», come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
” (Lc 2,22-32)

La presentazione al Tempio di Gesù dopo quaranta giorni dalla nascita è motivo di stupore e gioia per il vecchio Simeone prende il bambino far le sue braccia e esulta nel suo spirito: ha nelle sue braccia il suo Creatore, Dio.
Questo conclude nella pienezza l’attesa del vecchio Simeone e nel modo migliore. Il suo cantico è quello che ogni consacrato al Signore dice alla sera nella preghiera della compieta come conclusione della giornata vissuta. L’augurio è che vi sia stato nella giornata la consapevolezza della presenza di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 2,22-32 – Sabato 6 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)