Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 2 Agosto 2026
“In quel tempo. Seduto di fronte al tesoro, il Signore Gesù osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».” (Mc 12,41-44)
Una vedova povera getta due monetine nel tesoro del tempio. È una cassetta di elemosina dove molte persone vi gettavano delle monete facente parte del superfluo. La vedova ha dato il massimo che poteva, e questo è considerato dal Signore più grande di ogni altro dono.
Le altre persone avevano donato molto di più ma piccola e superflua parte dei loro averi, una parte insignificante. Per questa ragione questi gesti sono considerati poco, non c’è una forma vera d’amore ma quasi un obbligo dell’elemosina al tesoro del Tempio, oppure anche per farsi vedere da altri che si fa un dono al Tempio.
Gesù guarda i cuori, e sa bene interpretare il comportamento concreto che mette alla luce la verità delle persone. Spesso l’uomo vede solo l’esteriorità e il dono di una grossa cifra la considera come un grande atto di generosità e di carità. Gesù va a fondo e vede che in alcuni di questi grossi doni non c’è carità ma solo vanità.
Un cuore buono dona con gioia quello che decide e senza nulla volere in cambio.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 12,41-44, Domenica 2 Agosto 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)