III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 14 Giugno 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».” (Gv 3,16-21)

Dio ha mandato il suo figlio Gesù perché il mondo sia salvato. Si tratta della redenzione della possibilità per ogni uomo, per ogni donna della vita eterna nella beatitudine. Chi crede veramente nel Signore Gesù non si perde nella vicende della vita ma abbia la pienezza della vita su questa terra e quella eterna.
Gesù offre la propria vita per il mondo, non si tratta di giudicare il mondo per condannarlo, la missione è di salvarlo per mezzo del Figlio di Dio.
Se veramente si crede in Gesù si è già salvati: «Chi crede in lui non è condannato»
La via dell’esperienza umana nel cammino terreno è un bagaglio prezioso che può essere portato verso l’eternità, nella fede nel Signore Gesù può essere trasfigurato dal suo amore in comunione con i santi grazie a quella misericordia intensa che proviene dall’alto.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,16-21 – Domenica 14 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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