Martedì della settimana della IX Domenica dopo Pentecoste

santi Nazàro e Celso, martiri
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 28 Luglio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono».” (Lc 11,5-8)

Il Signore è in ascolto e non vuole ignorare le preghiere che gli giungono. Quella preghiera che si innalza insistentemente e costantemente ogni giorno è tenuta da conto.
Lo stupore della preghiera è che è ascoltata, non è mai ignorata e quel modo di dire: “il Signore è troppo impegnato e non ascolta la mia preghiera!” è forse perché o non sa ha la perseveranza, oppure si chiede senza amore. La preghiera il Signore l’ascolta e supera sempre l’egoismo che spesso è presente e ne impedisce la realizzazione.
Una preghiera fatta con amore, umiltà, senza interessi personali, senza alcuna traccia di egoismo e in assenza da colpe gravi è già una buona impostazione perché possa essere esaudita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,5-8, martedì 28 Luglio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della IX Domenica dopo Pentecoste

san Pantaleone, martire
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 27 Luglio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».” (Lc 11,1-4)

«Insegnaci a pregare» I discepoli di Gesù chiedono come pregare, l’essere in comunione con Dio attraverso la preghiera. È un modo importante per essere in contatto con il Signore. Serve all’uomo perché altrimenti perde il contatto con Dio, si perde. Il cuore si indurisce e non riesce più a essere uomo di fede. La preghiera serve all’uomo per rimanere in comunione con il Signore.
Ti preghiamo Signore,
affinché possiamo riconoscere il tuo amore per noi perché «sia santificato il tuo nome»
affinché possiamo confidare nella tua divina provvidenza liberandoci dalle molte ingiustificate preoccupazioni: «dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,»
affinché possiamo essere liberati dalle molte catene di peccato che ci tolgono la libertà «e perdona a noi i nostri peccati»
affinché noi stessi diventiamo datori di perdono per molti «anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore»
e infine ti preghiamo Signore per sorreggerci nelle nostre fragilità, nelle nostre cadute «e non abbandonarci alla tentazione»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,1-4, Lunedì 27 Luglio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

IX Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 26 Luglio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola. Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua». Quello si alzò e subito presa la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».” (Mc 2,1-12)

Gesù osserva la fede di coloro che avevano portato il paralitico in casa e non ha dubbi a riguardo, perdona subito il paralitico:
«Figlio, ti sono perdonati i peccati»
L’essere perdonato è l’inizio della guarigione è la novità del regno di Dio nel perdono dei peccati. È il dono di Dio per ognuno, la gratuità del suo amore che vuole l’uomo in un cammino di vera redenzione se l’uomo lo vuole. Nessuno è costretto a liberarsi dai propri peccati perché è una scelta seria, impegnativa di vera conversione in un tentativo sincero di cambiamento, ogni giorno. In questa scelta, nell’accettare il perdono di Dio, vi è la novità della gioia, già qui in questo breve cammino terreno.
«àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua»
La barella è lo strumento della malattia dove stava sdraiato il paralitico, ora diventa memoria di una vita vissuta non bene, effimera nella gioia, troppo sbilanciata sull’ego. Questa sarebbe la barella sulla quale si può stare ben coricati ma immobili rinunciando alla vita. La vita va vissuta, spendiamola, viviamola accompagnati dal perdono del Signore.
«àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua», libero.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 2,1-12, Domenica 26 Luglio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Giacomo, apostolo

Festa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 25 Luglio 2026

“In quel tempo. Si avvicinò al Signore Gesù la madre dei figli di Zebedeo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».” (Mt 20,20-28)

La madre di Giacomo e Giovanni fa una richiesta al Signore Gesù riguardo ai suoi figli: Giacomo e Giovanni apostoli. Vuole che essi siano nella posizione migliore nel regno di Gesù.
Ma essere grandi nel regno vuol dire essere grandi nel servizio, essere umili, non cercare la gloria terrena dell’essere sopra gli altri.
Si basa sul dono, sul donarsi. C’è più gioia nel donare che nel ricevere. Essere a servizio, in una azione di carità, è sempre una grande benedizione e solleva l’animo quando ci si rende conto che il tutto è stato fatto con semplicità, amore senza alcuna ricerca di qualche cosa di personale, neanche un ringraziamento.
A volte essere a servizio vuol dire anche accettare l’aiuto delle altre persone per me. Questa cosa in realtà è la più difficile perché è ammettere il bisogno dell’aiuto di altre persone mettendole in una buona disposizione per realizzare una azione di carità.
«Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 20,20-28, Sabato 25 Luglio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della VIII Domenica dopo Pentecoste

san Charbel Makhluf
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 24 Luglio 2026

“In quel tempo. Mentre erano in cammino, il Signore Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».” (Lc 10,38-42)

Marta invita Gesù, un ospite molto importante e per questo è tutta indaffarata e concentrata solo su questo per far piacere e mettere a suo agio il Signore. La sorella, Maria, invece ascolta il Signore attenta alla sua Parola.
Marta rimane scandalizzata da questo atteggiamento, non lo comprende, secondo lei sua sorella dovrebbe aiutarla. Ma in questo senza rendersene conto, perde la cosa importante, l’equilibrio fra il fare e la fonte del fare bene che è Gesù, la sua Parola.
Bisogna attuare momenti nella giornata dedicati all’ascolto della Parola che può indirizzare bene la vita: è la Parola del Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,38-42, Venerdì 24 Luglio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santa Brigida, religiosa, patrona d’Europa

Festa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 23 Luglio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».” (Mt 5,13-16)

Santa Brigida ebbe molta attenzione verso le persone malate. Quando rimase vedova si dedicò alla contemplazione della Passione del Signore Gesù e fu dedita al servizio caritativo. Fu chiamata per aiutare e risolvere problemi politici, a contribuire alla riforma della Chiesa e si adoperò per il ritorno del Papa da Avignone a Roma.
Santa Brigida rappresenta il sale della terra che da sapore alla vita, la luce che illumina ogni uomo grazie alla sua testimonianza d’amore per il Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,13-16, Giovedì 23 Luglio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santa Maria Maddalena

Festa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 22 Luglio 2026

“In quel tempo. Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!» –. Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.” (Gv 20,1.11-18)

La prima persona che vede il Signore Risorto secondo il Vangelo di Giovanni è Maria Maddalena.
Gesù ha una attenzione particolare per chi mette il cuore nell’essere parte con lui. In questo Maria Maddalena aveva messo tutta se stessa. Maria non era perfetta, umanamente potremmo pensare che Gesù una volta risorto si facesse vedere per primo da una persona con una vita casta, buona, senza macchie. È vero il contrario. Maria Maddalena prima dell’incontro con Gesù aveva una vita tutta terrena immersa nel male che la teneva ben legata. L’incontro con Gesù cambia Maria Maddalena, ed è salvata dal male. La sua passione e il suo amore per Gesù la fanno diventare colei che per prima vede il Risorto.
Gesù non è venuto per chiamare i giusti ma per i peccatori. Non è venuto per condannare, ma per salvare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 20,1.11-18, Mercoledì 22 Luglio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VIII Domenica dopo Pentecoste

san Lorenzo da Brindisi, sacerdote e dottore della Chiesa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 21 Luglio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù parlava ai settantadue discepoli e disse: «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato».” (Lc 10,13-16)

Gesù aveva compiuto molti prodigi, molti miracoli di guarigione da malattie e liberazione dal male. Questi prodigi sono stati innumerevoli in confronto con quelli realizzati dai profeti che precedettero Gesù. Fra le località percorse da Gesù c’erano le città di Corzin, Betsaida, Cafarnao che però non cambiarono il loro stile di vita, non si convertirono nonostante i molti prodigi compiuti da Gesù.
Oggi vi sono segni che Gesù vuole donare. Un animo aperto può cogliere questi segni che sono la benevolenza di Dio presente un questa umanità perduta.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10.13-16, Martredì 21 Luglio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VIII Domenica dopo Pentecoste

sant’Apollinare, vescovo e martire
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 20 Luglio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai settantadue discepoli: «Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».” (Lc 10,8-12)

«sappiate però che il regno di Dio è vicino» Anche per chi non accoglie il Signore è vicino il Regno di Dio. Il rifiuto di ricevere testimoni di Gesù (non di Geova), il rifiuto di non volere sapere della religione non è motivo di lontananza del Signore. Ma se il cuore rimane duro anche se il Signore è paziente e aspetta, si potrebbe andare incontro a quello a cui crede un cuore indurito: il nulla.
Potrebbe compiersi un giudizio severo quanto è duro il cuore dell’uomo nella sua incredulità. Aprire il cuore è iniziare a essere persone vive.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10.8-12, Lunedì 20 Luglio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

VIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Daomenica 19 Luglio 2026

“In quel tempo. Mentre camminava lungo il mare di Galilea, il Signore Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.” (Mt 4,18-22)

Il Signore Gesù invita quelli che saranno gli Apostoli a seguirlo con una promessa: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini»
Sono chiamati dal Signore Gesù. Si tratta di una particolare chiamata di servizio e di intensità d’amore. Il servizio è la fonte della gioia, quella vera. Essere a servizio del Signore e, quindi secondo la propria vocazione, verso il prossimo è fonte di responsabilità, di impegno, non esente da problemi, da drammi ma con il Signore Gesù tutto è affrontabile e spesso risolvibile.
Il Signore ha chiamato gli apostoli ad una particolare sequela perché imparassero cosa vuole dire amare, essere caritatevoli. Per questo lasciarono tutto per potersi dedicare in modo pieno all’annuncio del Vangelo.
Anche oggi il Signore chiama e pochi sono coloro che rispondono. Si è liberi di dire sì al Signore Gesù.. Se si rifiuta la chiamata, si prosegue la vita nel modo in cui si è scelto ma sempre con la presenza del Signore che accompagna e dona il suo amore anche se il rifiuto fatto potrebbe portare più in là ad una marezza.
Oggi siamo tutti chiamati a portare un annuncio a quanti incontriamo vivendo in modo cristiano essendo coerenti con la propria fede

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matte 4,18-22., Domenica19 Luglio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)