Sabato della VII settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Sabato 23 Maggio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».” (Gv 16,5-14)

La vigilia della Pentecoste è accompagnata dall’annuncio dello Spirito di verità, colui che induce l’uomo alla verità a far chiarezza nel suo cuore. Lo spirito Santo effuso da Dio Padre per mezzo del suo Figlio Gesù è la presenza del Signore per questa umanità che sembra perduta ma chi si affida al Signore riacquista la speranza della vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 16,5-14 – Sabato 23 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Venerdì della VII settimana di Pasqua

santa Rita da Cascia
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Venerdì 22 Maggio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato»” (Gv 16,5-11)

Gesù è asceso la cielo perché vi sia l’effusione dello Spirito Santo. Gesù non sarà visto solo da una piccola porzione del mondo, cioè i suoi discepoli e le folle che nella terra di Israele lo hanno incontrato e sentito.
Con la Pentecoste qualsiasi battezzato e in qualsiasi parte del mondo può sperimentare oggi la presenza del Signore a condizione che il Battezzato cristiano lo accetti e aderisca al Vangelo.
«è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 16<5-11 – Venerdì 22 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Giovedì della VII settimana di Pasqua

san Cristoforo Magallanes, sacerdote e compagni, martiri
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Giovedì 21 Maggio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».” (Gv 15,18-21)

Nel discorso di addio di Gesù, il mondo si riferisce alla forze ostili che si oppongono a Dio e al suo disegno. Nel contempo il mondo è anche l’umanità amata da Dio che vuole salvare ma qui prevale il primo significato, coloro che si oppongono al disegno di Dio.
Le forze ostili e le incomprensioni saranno motivo per i discepoli di sopportare molte prove a causa del nome di Gesù. Coloro che hanno perseguitato il Signore perseguiteranno anche chi lo testimonia. Ma chi ha ascoltato la parola di Gesù ascolterà anche la parola dei discepoli perché sono parole vere. E così anche oggi la Parola ascoltata è vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 15,18-21 – giovedì 21 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della VII settimana di Pasqua

san Bernardino da Siena, sacerdote
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Mercoledì 20 Maggio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».” (Gv 15,12-17)

L’amore reciproco consiste in numerosi atti come l’ascolto attento, cercare di capire che cosa l’altro sta vivendo, essere disponibili per un vero aiuto se accettato. Il comandamento dell’amore fraterno è cosa di vitale importanza. L’amore fraterno è la via della gioia dell’uomo, la via della pace, la via dell’armonia.
Dovremmo capire che questa è la via vera dove ognuno si dovrebbe inserire, in un amore scambievole. È il desiderio di Dio che l’uomo riesca a vivere in una dimensione d’amore.
«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.»
«Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 15,12-17 – Mercoledì 20 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)


Martedì della VII settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Martedì 19 Maggio 2026

”In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».” (Gv 15,9-11)

In questo periodo fra l’Ascensione e la Pentecoste, sono proposti alcuni brani evangelici che sembrano degli appelli del Signore affinché possiamo rimanere in lui, non scordarci di lui.
Il comportamento è cosa importante per rimanere nell’amore del Signore Gesù, si tratta di vivere ogni giornata nei suoi comandamenti che testimoniano l’essere cristiani e portano alla pienezza della gioia.
«Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».
La vera gioia è quella trasmessa da Gesù. Se la cerchi nel Signore, la trovi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 15,9-11 – Martedì 19 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Lunedì della VII settimana di Pasqua

san Giovanni I, papa e martire
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Lunedì 18 Maggio 2026

In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».” (Mt 9,14-15)

Nel tempo pasquale il Signore Gesù è in modo particolare presente. Da poco si è celebrata la sua Ascensione al Cielo ma non ci ha abbandonato. È il periodo fra l’Ascensione e la Pentecoste nel quale vi è l’attesa gioiosa dello Spirito Santo.
«Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro?»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 9,14-15 – Lunedì 18 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Domenica dopo l’Ascensione

VII di Pasqua
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Domenica 17 Maggio 2026

In quello stesso giorno due discepoli del Signore Gesù erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.” (Lc 24,13-35)

I due discepoli incamminati verso Èmmaus affranti perché Gesù era morto e non era accaduto nulla nei tre giorni successivi. Tornavano a casa tristi e sconfitti, quella speranza che avevano nel cuore si era spenta e non pensavano che potesse essere differente.
Gesù si affianca a loro e li accompagna in questo momento di tristezza e desolazione. Non li lascia soli e li sostiene con la sua sapienza, spiegando che così sarebbe dovuto accadere.
I due discepoli si sentono consolati da questo signore che li accompagna a tal punto da invitarlo a casa.
Allo spezzare del pane si svela Gesù, lo riconoscono e il loro cuore arde. È scomparsa la tristezza e la delusione, ritorna la vitalità, la gioia, il volere testimoniare cosa è accaduto a tutti gli altri discepoli. È arrivata la salvezza per l’uomo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 24,13-35 – Domenica 17 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Sabato dopo l’Ascensione

san Luigi Orione, sacerdote
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Sabato 16 Maggio 2026

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».” (Gv 15,1-8)

«Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto.»
È la via primaria di ogni cristiano nello stare con Gesù lungo la giornata. Non si tratta di ricordarsi mentalmente in ogni istante di Gesù, si tratta di aver uno stile di vita con i valori cristiani perché considerati fondamentali per una esistenza buona.
I valori cristiani sono molto attuali anche se alcuni di essi sono considerati non più compatibili con la società in cui viviamo. Si è oggetto nei casi migliori di essere arretrati, legati a cose vecchie e superate. Essi sono una guida all’esistenza per possa essere piena scoprendo la bellezza e quella profondità che dona e ridona dignità all’uomo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 15,1-8 – Sabato 16 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Venerdì dopo l’Ascensione

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Venerdì 15 Maggio 2026

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate. Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».” (Gv 14,27-31a)

«Vi lascio la pace, vi do la mia pace.»
Riporre la speranza nella pace donata da Gesù è la via maestra per essere testimoni della fede. La pace del Signore Gesù è differente da quella umana, è interiore, richiede l’armonia, la promozione del bene, lo sguardo benevolo verso le persone considerandole sempre degne.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,27-31a – Venerdì 15 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Ascensione del Signore

Solennità
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Giovedì 14 Maggio 2026

In quel tempo. “Il Signore Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.” (Lc 24,36b-53)

Gesù ascende al cielo dopo 40 giorni la sua passione morte e risurrezione.
«Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate»
Il Signore si è manifestato come persona viva dopo la sua passione e morte poiché è risorto! Speranza per ogni credente di allora e d’oggi.
Ma viene il momento del distacco, il termine della manifestazione del Signore risorto come uomo in carne ed ossa poiché dev’essere effuso lo Spirito Santo. Così la presenza del Signore diventa disponibile per ogni credente di ogni tempo del passato, presente e futuro.
Il Signore ascende al cielo, siede alla destra di Dio e dopo dieci giorni viene effuso lo Spirito Santo la presenza di Dio per l’uomo.
L’ascensione del Signore avviene dopo la promessa della una presenza efficace dello Spirito Santo per ogni discepolo: «ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto»
Si tratta di una potenza d’amore, di una presenza che vuole rimanere legata alla fragilità umana perché sia indirizzata verso la salvezza, verso la felicità.
«Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 24,36b-54 – Mercoledì 13 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)