Ascensione del Signore

Solennità
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Giovedì 14 Maggio 2026

In quel tempo. “Il Signore Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.” (Lc 24,36b-53)

Gesù ascende al cielo dopo 40 giorni la sua passione morte e risurrezione.
«Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate»
Il Signore si è manifestato come persona viva dopo la sua passione e morte poiché è risorto! Speranza per ogni credente di allora e d’oggi.
Ma viene il momento del distacco, il termine della manifestazione del Signore risorto come uomo in carne ed ossa poiché dev’essere effuso lo Spirito Santo. Così la presenza del Signore diventa disponibile per ogni credente di ogni tempo del passato, presente e futuro.
Il Signore ascende al cielo, siede alla destra di Dio e dopo dieci giorni viene effuso lo Spirito Santo la presenza di Dio per l’uomo.
L’ascensione del Signore avviene dopo la promessa della una presenza efficace dello Spirito Santo per ogni discepolo: «ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto»
Si tratta di una potenza d’amore, di una presenza che vuole rimanere legata alla fragilità umana perché sia indirizzata verso la salvezza, verso la felicità.
«Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 24,36b-54 – Mercoledì 13 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della VI settimana di Pasqua

B.V. Maria di Fatima
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Mercoledì 13 Maggio 2026

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».” (Gv 14,7-14)

Conoscere Gesù è conoscere Dio Padre. Gesù è in perfetta sintonia con Dio Padre conoscendolo attraverso le scritture, i Vangeli, è possibile cogliere dei tratti che sono di Dio. È necessario mandare via le ombre del dubbio, per stare nell’ascolto e nell’amore del Signore.
«Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,7-14 – Mercoledì 13 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Martedì della VI settimana di Pasqua

santi Nèreo e Achìlleo
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Martedì 12 Maggio 2026

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».” (Gv 14,1-6)

Vi sono situazioni della vita incerte, mettono un dubbio sul futuro a volte senza una via di uscita.
Con la fede si riescono ad affrontare anche le situazioni più problematiche umanamente poco risolvibili. La fede non risolve le situazioni ma induce a viverle con la forza spirituale del Signore riaprendo una possibilità di futuro. La fede è oggigiorno sempre più importante per affrontare il quotidiano, la giornata.
«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Givanni 14,1-6 – Martedì 12 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Lunedì della VI settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Lunedì 11 Maggio 2026

In quel tempo. Quando Giuda Iscariota fu uscito, il Signore Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi».” (Gv 13,31-36)

Il comandamento nuovo dato da Gesù è fondamento dell’essere solidali, fratelli e sorelle, la nuova modalità per porsi gli con gli altri.
«Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.»
Diventa fondante il comandamento dell’amore che fa superare la formalità della Legge, fa guardare le persone nella loro dignità e unicità senza alcuna etichetta.
Per questo Gesù si è offerto per dare l’esempio ed esprimere nella sua pienezza l’amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Givanni 13,31-36 – Lunedì 11 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

VI Domenica di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Domenica 10 Maggio 2026

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».” (Gv 14,25-29)

«Vi lascio la pace, vi do la mia pace.»
Pace: Condizione di rapporti civili fra le persone in assenza di conflitti, di guerre. Ma la pace che il Signore Gesù vuole donare è fondata sulla Croce. Vive in prima persona le sofferenze, capace di passare attraverso le tribolazioni quotidiane della vita, tra sofferenze e malattie. Questo stile di vita costruisce la pace, smonta i rancori, le contese, le rivendicazioni e ci si accorge di essere fratelli e sorelle.
«Non sia turbato il vostro cuore»
I cuori sono disturbati da molti problemi, dispiaceri, vicende della vita. C’è un aiuto, il Paràclito promesso da Gesù, l’efficace presenza del Signore che infonde il giusto coraggio per affrontare le varie vicende della vita.
Non le risolve ma aiuta ad affrontarle e aiuta a capire come affrontarle. Non abbiamo timore, la promessa di Gesù è tutt’oggi mantenuta, lo Spirito Santo ci aiuta cogliendo la pace che il Signore Gesù vuole donare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,25-29 – Domenica 10 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Sabato della V settimana di Pasqua

beato Serafino Morazzone
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Sabato 9 Maggio 2026

In quel tempo. Quando ebbe lavato i piedi ai discepoli, il Signore Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto, ma deve compiersi la Scrittura: “Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno”. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono. In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».” (Gv 13,12a.16-20)

Accogliere è importante. Credere e accogliere lo Spirito Santo è accogliere anche Gesù e Dio Padre. Si tratta della Santissima Trinità che vuole essere presente nella persona credente.
«chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato»
Una accoglienza nella fede fa imparare quanto è importante accogliere le persone, dare ascolto, capire cosa stanno vivendo. È una azione di carità che abbatte i muri delle divisioni.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 13,12a.16-20 – Sabato 9 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Venerdì della V settimana di Pasqua

San Vittore, martire
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Venerdì 8 Maggio 2026

In quel tempo. Il Signore “Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».” (Gv 12,44-50)

Gesù esclama: è come la luce per togliere dalle tenebre l’uomo per svelare la verità. È venuto per salvare il mondo, grazie ad una fonte d’amore di Dio che ha deciso la salvezza dell’umanità a condizione che creda in Gesù e chi lo ha mandato.
Il comandamento di Dio è la vita eterna, è la direzione della profondità d’amore in una vita senza termine.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,44-50 – Venerdì 8 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Giovedì della V settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Giovedì 7 Maggio 2026

Sebbene avesse compiuto segni così grandi davanti a loro, non credevano in lui, perché si compisse la parola detta dal profeta Isaia:
Signore, chi ha creduto alla nostra parola?
E la forza del Signore, a chi è stata rivelata?

Per questo non potevano credere, poiché ancora Isaia disse:
Ha reso ciechi i loro occhi
e duro il loro cuore,
perché non vedano con gli occhi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano, e io li guarisca!

Questo disse Isaia perché vide la sua gloria e parlò di lui. Tuttavia, anche tra i capi, molti credettero in lui, ma, a causa dei farisei, non lo dichiaravano, per non essere espulsi dalla sinagoga. Amavano infatti la gloria degli uomini più che la gloria di Dio ” (Gv 12,37-43)

Il profeta Isaia profetizzò riguardo quei ai capi dei sacerdoti, gli scribi, i farisei che non hanno accolto Gesù. Cuori induriti e vista accecata sono conseguenza della superbia, della non umiltà.
Ma alcuni dei capi in realtà credettero in Gesù solo che avevano timore di dichiararlo perché sarebbero stati esclusi dalla comunità ebraica, espulsi dalla Sinagoga, oggi diremmo scomunicati.
Il coraggio di esprimere quello che si crede anche oggi è molto assopito. Ma con la fede si possono compiere dei piccoli passi di testimonianza cristiana, passi di pace molto attesi da tante persone.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,37-43 – Giovedì 7 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)


Mercoledì della V settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Mercoledì 6 Maggio 2026

In quel tempo. “Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».” (Gv 12,20-28)

Gesù sentendo che dei Greci lo stavano cercando per conoscerlo, capisce che è arrivata l’ora, la sua glorificazione per la salvezza dell’umanità.
Avverrà attraverso la sua passione, morte e risurrezione e sarà per i pagani, i Greci, e gli Israeliti il segno di Dio che si offre per l’intera umanità.
Questo passaggio ha un terribile costo, l’anima di Gesù è turbata, si dona per la redenzione dell’uomo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,20-28 – Mercoledì 6 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Martedì della V settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
martedì 5 Maggio 2026

In quel tempo. Di nuovo i Giudei raccolsero delle pietre per lapidarlo. Gesù disse loro: “Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?”. Gli risposero i Giudei: “Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio”. Disse loro Gesù: “Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata -, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre”. Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: “Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero”. E in quel luogo molti credettero in lui. ” (Gv 10,31-42)

Secondo la legge mosaica, il farsi come Dio era un reato gravissimo punito con pena di morte. Alcuni Giudei volevano lapidare Gesù perché aveva detto “Sono Figlio di Dio”. Non poteva essere che un uomo sia apparentato con Dio perché così facendo si fa Dio e nessun uomo può affermare questo. Questa convinzione impediva loro di percepire le numerose opere di Gesù che indicavano lui come il Cristo, il Figlio di Dio, Dio stesso. Potevano credere almeno per quelle opere che Gesù aveva compiuto, in esse si vedeva il dito di Dio: guarigioni e liberazioni dal male.
Ma altre persone ebbero fiducia in lui e credevano grazie alla testimonianza di Giovanni il Battista che gli aveva preparato i cuori ad accoglierlo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,31-42 – Martedì 5 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)