Venerdì della settimana della VIII Domenica dopo Pentecoste

san Charbel Makhluf
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 24 Luglio 2026

“In quel tempo. Mentre erano in cammino, il Signore Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».” (Lc 10,38-42)

Marta invita Gesù, un ospite molto importante e per questo è tutta indaffarata e concentrata solo su questo per far piacere e mettere a suo agio il Signore. La sorella, Maria, invece ascolta il Signore attenta alla sua Parola.
Marta rimane scandalizzata da questo atteggiamento, non lo comprende, secondo lei sua sorella dovrebbe aiutarla. Ma in questo senza rendersene conto, perde la cosa importante, l’equilibrio fra il fare e la fonte del fare bene che è Gesù, la sua Parola.
Bisogna attuare momenti nella giornata dedicati all’ascolto della Parola che può indirizzare bene la vita: è la Parola del Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,38-42, Venerdì 24 Luglio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santa Brigida, religiosa, patrona d’Europa

Festa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 23 Luglio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».” (Mt 5,13-16)

Santa Brigida ebbe molta attenzione verso le persone malate. Quando rimase vedova si dedicò alla contemplazione della Passione del Signore Gesù e fu dedita al servizio caritativo. Fu chiamata per aiutare e risolvere problemi politici, a contribuire alla riforma della Chiesa e si adoperò per il ritorno del Papa da Avignone a Roma.
Santa Brigida rappresenta il sale della terra che da sapore alla vita, la luce che illumina ogni uomo grazie alla sua testimonianza d’amore per il Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,13-16, Giovedì 23 Luglio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santa Maria Maddalena

Festa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 22 Luglio 2026

“In quel tempo. Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!» –. Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.” (Gv 20,1.11-18)

La prima persona che vede il Signore Risorto secondo il Vangelo di Giovanni è Maria Maddalena.
Gesù ha una attenzione particolare per chi mette il cuore nell’essere parte con lui. In questo Maria Maddalena aveva messo tutta se stessa. Maria non era perfetta, umanamente potremmo pensare che Gesù una volta risorto si facesse vedere per primo da una persona con una vita casta, buona, senza macchie. È vero il contrario. Maria Maddalena prima dell’incontro con Gesù aveva una vita tutta terrena immersa nel male che la teneva ben legata. L’incontro con Gesù cambia Maria Maddalena, ed è salvata dal male. La sua passione e il suo amore per Gesù la fanno diventare colei che per prima vede il Risorto.
Gesù non è venuto per chiamare i giusti ma per i peccatori. Non è venuto per condannare, ma per salvare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 20,1.11-18, Mercoledì 22 Luglio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VIII Domenica dopo Pentecoste

san Lorenzo da Brindisi, sacerdote e dottore della Chiesa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 21 Luglio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù parlava ai settantadue discepoli e disse: «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato».” (Lc 10,13-16)

Gesù aveva compiuto molti prodigi, molti miracoli di guarigione da malattie e liberazione dal male. Questi prodigi sono stati innumerevoli in confronto con quelli realizzati dai profeti che precedettero Gesù. Fra le località percorse da Gesù c’erano le città di Corzin, Betsaida, Cafarnao che però non cambiarono il loro stile di vita, non si convertirono nonostante i molti prodigi compiuti da Gesù.
Oggi vi sono segni che Gesù vuole donare. Un animo aperto può cogliere questi segni che sono la benevolenza di Dio presente un questa umanità perduta.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10.13-16, Martredì 21 Luglio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VIII Domenica dopo Pentecoste

sant’Apollinare, vescovo e martire
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 20 Luglio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai settantadue discepoli: «Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».” (Lc 10,8-12)

«sappiate però che il regno di Dio è vicino» Anche per chi non accoglie il Signore è vicino il Regno di Dio. Il rifiuto di ricevere testimoni di Gesù (non di Geova), il rifiuto di non volere sapere della religione non è motivo di lontananza del Signore. Ma se il cuore rimane duro anche se il Signore è paziente e aspetta, si potrebbe andare incontro a quello a cui crede un cuore indurito: il nulla.
Potrebbe compiersi un giudizio severo quanto è duro il cuore dell’uomo nella sua incredulità. Aprire il cuore è iniziare a essere persone vive.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10.8-12, Lunedì 20 Luglio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

VIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Daomenica 19 Luglio 2026

“In quel tempo. Mentre camminava lungo il mare di Galilea, il Signore Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.” (Mt 4,18-22)

Il Signore Gesù invita quelli che saranno gli Apostoli a seguirlo con una promessa: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini»
Sono chiamati dal Signore Gesù. Si tratta di una particolare chiamata di servizio e di intensità d’amore. Il servizio è la fonte della gioia, quella vera. Essere a servizio del Signore e, quindi secondo la propria vocazione, verso il prossimo è fonte di responsabilità, di impegno, non esente da problemi, da drammi ma con il Signore Gesù tutto è affrontabile e spesso risolvibile.
Il Signore ha chiamato gli apostoli ad una particolare sequela perché imparassero cosa vuole dire amare, essere caritatevoli. Per questo lasciarono tutto per potersi dedicare in modo pieno all’annuncio del Vangelo.
Anche oggi il Signore chiama e pochi sono coloro che rispondono. Si è liberi di dire sì al Signore Gesù.. Se si rifiuta la chiamata, si prosegue la vita nel modo in cui si è scelto ma sempre con la presenza del Signore che accompagna e dona il suo amore anche se il rifiuto fatto potrebbe portare più in là ad una marezza.
Oggi siamo tutti chiamati a portare un annuncio a quanti incontriamo vivendo in modo cristiano essendo coerenti con la propria fede

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matte 4,18-22., Domenica19 Luglio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della VII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 18 Luglio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».” (Gv 8,1-11)

Quando si tradisce in un matrimonio? Quando si mina la fiducia del coniuge, quando si viola un patto di fedeltà, quando si entra in un vicolo fatto di astuzie, bugie, tutto per nascondere l’amante mortificando la dignità del coniuge, ma anche quella dell’amante e la propria-
. Una donna fu sorpresa in adulterio e fu condotta da Gesù perché la giudicasse. La pena era la lapidazione, un lancio di sassi fino alla morte del reo. Gli scribi e i farisei chiedono a Gesù cosa pensasse a riguardo per fargli violare la Legge mosaica per smentirlo nel suo ruolo di maestro.
Ma Gesù è Dio e fa rinascere la clemenza, la benignità la comprensione divina a tutte le persone presenti.
«Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei».
Ma tutti hanno il peccato, e forse quello più grande è nell’essere contenti nell’uccidere una persona che ha peccato piuttosto che esserne profondamente addolorati. Tutti se ne vanno e Gesù perdona quella donna:
«va’ e d’ora in poi non peccare più»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 8,1-11, Sabato 18 Luglio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della VII Domenica dopo Pentecoste

santa Marcellina
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 17 Luglio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa».” (Lc 10,1b-7a)

Gesù invia settantadue discepoli, inviati due a due. Riguarda la testimonianza della venuta del Signore, l’annuncio della salvezza. I settantadue discepoli ricevono istruzioni per farlo con semplicità, eliminando quei impedimenti come il portare con se un eccessivo bagaglio, somme di denaro ma confidando nella provvidenza divina.
Una persona che testimonia Gesù lo fa con efficacia se vi è trasparenza nella sua vita, se non vi è attaccamento al denaro, al potere, al dominio sugli altri, ai possedimenti e altro ancora. Questo fa trasparire la verità che è nel cuore, una adesione vera al Signore Gesù. La semplicità e l’umiltà sono strade che portano verso la pace.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,1b-7a, Venerdì 17 Luglio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della VII Domenica dopo Pentecoste

B.V. del Monte Carmelo
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 16 Luglio 2026

“In quel tempo. Mentre camminavano per la strada, un tale disse al Signore Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».” (Lc 9,57-62)

Gesù non aveva un luogo dove posare il capo, non possedeva nulla di questo mondo. Ha uno stile di vita di povertà terrena, la ricchezza sarebbe d’impaccio sopratutto se il cuore ne rimane attaccato. Il distacco dai beni è una delle condizioni per seguire Gesù, si possono possedere ma il cuore dev’essere verso il Signore Gesù e non attaccato ai beni.
Si segue il Signore Gesù in modo speciale se il cuore è disposto a essere compagno di viaggio del Signore. Una scelta che dev’essere verificata con il tempo e con l’aiuto di una buona guida spirituale.
“Figlio, se ti presenti per servire il Signore,
prepàrati alla tentazione.
Abbi un cuore retto e sii costante ,
non ti smarrire nel tempo della prova.”
(Siracide 2,1s)

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 9,57-62, Giovedì 16 Luglio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della VII Domenica dopo Pentecoste

san Bonaventura, vescovo e dottore della Chiesa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 15 Luglio 2026

“In quel tempo. Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, il Signore Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.” (Lc 9,51-56)

«Gesù prese la ferma decisione», letteralmente “indurì il suo volto”, come se dovesse affrontare con determinatezza quel viaggio dove avrebbe incontrato i suoi avversari da affrontare con fermezza. Il cammino verso la sua città amata è doloroso verso l’incomprensione e l’incapacità di molti di accogliere Gesù come il salvatore, il Cristo di Dio. L’incomprensione è subito data dai Samaritani che non vollero accoglierlo poiché era diretto verso la città degli ebrei, Gerusalemme. Ma tutti sono sempre da rispettare, anche coloro che non vogliono accogliere Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 9,51-56, Mercoledì 15 Luglio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)