Sabato della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

sant’Arialdo, diacono e martire
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 27 Giugno 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai farisei: «Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».” (Gv 10,14-18)

La conoscenza delle pecore porta il pastore a dirigerle bene perché anche esse conoscono bene il pastore e sanno che agisce solo per il loro bene. Il buon pastore tiene a tal punto alle sue pecore che è disposto a donare la sua vita. È la grande forma d’amore, quello più estrema: donare la vita per la vita delle altre persone.
Questo donarsi di Gesù è al contempo la sua decisione libera e obbedienza al comando di Dio Padre. Si tratta della perfetta comunione che si può trovare solo nella santissima Trinità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,14-18 – Sabato 27 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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