Santi Carlo Lwanga e compagni, martiri
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 3 Giugno 2026
“In quel tempo. Uscito dalla sinagoga, il Signore Gesù entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.” (Lc 4,38-41)
La guarigione della suocera di Simone fa in modo che ella si alzi subito in piedi. C’è un ritorno ad essere vivi con una gioia di essere a servizio.
Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva.
Lo scopo di Gesù non era quello della guarigione universale guarendo tutta l’umanità dalle malattie. Lo scopo di Gesù era quello di portare un messaggio di salvezza e di conversione dei cuori verso Dio misericordioso che ci tiene ad ogni creatura. Per questo Gesù guariva molte persone per dare una indicazione, una speranza di eternità oltre la vita terrena.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,38-41 – Mercoledì 3 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)