Martedì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste

Santi Marcellino e Pietro, martiri
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 2 Giugno 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.” (Lc 4,25-30)

Prima della venuta di Gesù vi erano stati alcuni miracoli e alcuni segni. Con la venuta di Gesù questi si moltiplicarono notevolmente. Le numerose guarigioni da malattie e le liberazioni dal male di molte persone, sarebbero dovute essere un segno per le persone che attendevano il Cristo. Invece gli abitanti della regione dove era cresciuto Gesù si sdegnarono e volevano gettarlo giù da un monte sul quale era costruita Nazareth.
Spesso vi sono due reazioni rispetto a Gesù: da una parte lo sdegno che colpisce il cuore delle persone incredule, dall’altra lo stupore di incontrare una la Salvezza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,25-30 – Martedì 2 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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