II Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 7 Giugno 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare e insegnava alle folle dicendo: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».” (Mt 5,2.43-48)

Volere il bene e non il male per il proprio nemico. Sarebbe naturale far del male al nemico. Fare il bene al nemico è una impresa profondamente cristiana che scioglie il vortice dell’odio, del rancore, della vendetta, della menzogna, dell’inganno. Il nemico diventa fratello, un uomo con la sua storia e le sue fragilità. Ecco dunque come combattere il proprio nemico, non con le armi del male ma con quelle molto più potenti del bene.
Il nemico potrebbe essere una persona che sbaglia e l’arma migliore è quella di volere il bene interrompendo la catena di rancori e vendette che altrimenti potrebbero proseguire e amplificarsi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,2.43-48 – Domenica 7 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)


Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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