sant’Efrem, diacono e dottore della Chiesa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 9 Giugno 2026
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!». E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va’ invece a mostrarti al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro». Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.” (Lc 5,12-16)
Una richiesta di guarigione fatta da un lebbroso a Gesù. Non dice “guariscimi!” o “devi salvarmi!” ma chiede con un grande rispetto:
«Signore, se vuoi, puoi purificarmi»
Il lebbroso non pretende di essere guarito, esprime la sua fede nel rispetto del Signore. La risposta di
Gesù è conseguente: «Lo voglio, sii purificato!»
Il modo di chiedere è importante, il rendersi conto di essere creatura fragile, debole ma amata da Dio è una buona impostazione per chiedere. Ad esempio: “Signore, abbi pietà di me, ti chiedo se vuoi di guarire questo bambino ma chi sono io per chiederti questo?”.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 5,12-16 – Martedì 9 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)