II DOMENICA DOPO LA DEDICAZIONE

IL VANGELO DI DOMENICA 4 NOVEMBRE

“Un sabato il Signore Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei. Uno dei commensali gli disse: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!». Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”. Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili a entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”»” (Lc 14.1a.15-24)

Un uomo fece molti inviti perché aveva preparato un grande banchetto. Ma nessuno degli invitati volle andarvi. Era un invito alla gioia e invece hanno preferito rimanere nel loro piccolo mondo fatto di temporaneità e ben poca felicità. Quell’uomo allora aprì l’invito a tutte le persone. La gioia non può aspettare i capricci di alcuni che avevano il diritto e la precedenza a quell’invito. La gioia, l’amore non può rimanere senza i destinatari e allora a tutti ma proprio tutti è data la possibilità di accedervi.

(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 16,24-27 di sabato 3 novembre 2018 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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