IL VANGELO DI MERCOLEDI’ 7 NOVEMBRE
“In quel tempo. Di nuovo il Signore Gesù parlò agli scribi e ai farisei e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me». Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio»” (Gv 8,12-19)
La luce ha effetto se viene accolta. E’ possibile essere la persona più luminosa dell’intero mondo e essere lasciata fuori di casa perché rifiutata. C’è la libertà di ognuno se accogliere o meno quello che viene espresso da un’altra persona. Questo vale anche per persone molto importanti dove i media sono protagonisti nel far accettare opinioni e stili di vita. Ma c’è comunque sempre l’accettazione dell’ascoltatore e la scelta di non abdicare alla propria intelligenza. Gesù, luce per ogni credente, può essere lasciato fuori casa, fuori dalla propria vita per pura distrazione, perché presi dalle molte cose da fare, o per scelta. La Luce, quella vera, quella che induce amore, per illuminare ha bisogno di essere accolta.
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 8,12-19 di mercoledì 7 novembre 2018 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)