ULTIMA DOMENICA DELL’ANNO LITURGICO
NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.
IL VANGELO DI DOMENICA 11 NOVEMBRE
“In quel tempo. Anche i soldati deridevano il Signore Gesù, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».” (Lc23,36-43)
Re: capo riconosciuto e legittimo di uno Stato. Gesù fu additato come Re. Ma esso fu un re differente da quelli terreni. Un Re gestiva la giustizia e emanava editti per il governo dello stato. Ogni editto doveva essere seguito da ogni suddito sia che fosse a favore o contro lo stesso suddito.
Gesù, Re ma non di uno stato, non terreno. Un Re differente attratto dalla equità dei cuori dei suoi sudditi, con quel potere unico di inviare in paradiso. Un Re che ha compassione di ogni membro del suo regno e soffre quando un solo suddito si allontana perché è libero di allontanarsi da questo Re che dona e lascia esprimere ogni libertà. Un Re che per non distruggere i suoi sudditi è stato disposto a farsi crocifiggere per dare la possibilità ad ognuno di salvarsi. Proprio quel Re che per mezzo di lui tutto è stato creato e nulla è stato realizzato senza di lui. Per questo Gesù Cristo è Signore.
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 11,25-27 di sabato 10 novembre 2018 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)