NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.
IL VANGELO DI MERCOLEDI’ 21 NOVEMBRE
“In quel tempo. Andando via di là, il Signore Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».” (Mt 9,9-13)
Un uomo seduto. Un uomo che è nella routine del suo lavoro e in questo caso con gravi sospetti di iniquità, era esattore della tasse a nome della nazione occupante: Roma. Seduto a causa anche di quella probabile ricchezza iniqua dovuta a un trattenere più del dovuto.
Passa il Signore Gesù. Quell’uomo si alza. Esce dalla sua pigra iniquità e si mette in moto per iniziare a guarire. Diventerà l’evangelista Matteo.
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 9,9-13 di mercoledì 21 novembre 2018 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)