Lunedì della II settimana di Avvento

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI LUNEDI’ 26 NOVEMBRE:

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: / “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, / abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.
È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”. Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».
Allora si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».” (Mt 11,16-24)

E’ quasi uno “sport” quello di criticare sempre ogni tipo di atteggiamento altrui per sostenere e difendere la propria identità ma in modo sbagliato. Giovanni il Battista non andava bene perché era troppo sobrio e per questo gli fu dato l’appellativo di indemoniato. Gesù non andava bene perché andava a mangiare con i “non puri”, con i peccatori. E gli fu dato l’appellativo di “mangione e beone”.
Costoro con la loro critica volevano dare a loro stessi la medaglia di persone corrette, rispettose della legge e pure. Ma la loro stessa critica è peccato, è giudizio superficiale , è maldicenza da cui derivano incomprensioni, divisioni e guerre.
L’atteggiamento cristiano vuole essere non critici ma benevoli nel cercare il bene delle azioni delle altrui persone, nel cercare di capire il prossimo.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedale di Rho, MI

(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 11,16-24 di lunedì 26 novembre 2018 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

 

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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