NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.
IL VANGEO DI MARTEDI’ 27 NOVEMBRE:
“In quel tempo. I farisei uscirono e tennero consiglio contro il Signore Gesù per farlo morire.
Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
«Ecco il mio servo, che io ho scelto; / il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. / Porrò il mio spirito sopra di lui / e annuncerà alle nazioni la giustizia. / Non contesterà né griderà / né si udrà nelle piazze la sua voce. / Non spezzerà una canna già incrinata, / non spegnerà una fiamma smorta, / finché non abbia fatto trionfare la giustizia; / nel suo nome spereranno le nazioni».” (Mt,12,14-21)
La giustizia non gridata ma vissuta in prima persona: è quello che è accaduto al Signore Gesù. Lui stesso è giustizia che va ben oltre alla migliore giustizia umana possibile. E la esprime guarendo, sanando, divulgando la speranza nei cuori delle persone. Non uccide chi lo accusa falsamente, non lo mette alla berlina ma gli da la possibilità di raccogliere la propria coscienza gravemente ferita dalla propria malvagità, perché sia redenta.
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedale di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 12,14-21 di martedì 27 novembre 2018 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)