NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.
IL VANGELO DI LUNEDI’ 3 DICEMBRE:
“In quel tempo. Terminate le parabole, il Signore Gesù partì di là. Venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.” (Mt 13,53-58)
Gesù ebbe una delusione nella sua patria. Coloro che lo avevano visto crescere non credevano che potesse essere lui a parlare con una sapienza superiore ai studiosi e a compiere tutti quei miracoli. Era il figlio del falegname.
Ci si convince spesso che una persona ha un certo tipo di carattere e la si colloca in un ruolo preciso nella comunità in cui si vive. Se esce da quel ruolo c’è qualche cosa che non va, non si accetta il fatto che una persona possa differenziarsi in meglio nel tempo, possa essere diversa da come la si era collocata. Così facendo si pone un freno alla possibilità di un miglioramento. Gesù non fece molti prodigi, e quella persona non potrà fare un gran che a causa dell’incredulità e della gelosia.
Una comunità, una società diventa bella se promuove e lascia esprimere i suoi talenti.
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedale di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 13,53-58 di Lunedì 3 dicembre 2018 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)