LETTERA A TITO NELL’ATTESA DELL’EPIFANIA DEL SIGNORE:
“Carissimo, / noi un tempo eravamo insensati, disobbedienti, corrotti, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell’invidia, odiosi e odiandoci a vicenda. / Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro, / e il suo amore per gli uomini, / egli ci ha salvati, / non per opere giuste da noi compiute, / ma per la sua misericordia, / con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo, / che Dio ha effuso su di noi in abbondanza / per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, / affinché, giustificati per la sua grazia, / diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.” (Tt 3,3-7)
L’apparire della bontà del Signore è segno di grande misericordia e amore per ogni sua creatura. Nell’attesa della manifestazione del Signore, l’Epifania, sono chiamato a accorgermi della sua manifestazione nella mia vita in tutte quelle volte che ho considerato scontato l’esito benigno di alcune situazioni come se fosse dovuto e scontato ma probabilmente proprio in quelle situazioni c’è una grazia di Dio che accompagna.
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedale di Rho, MI
(Spunto dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito 3,3-7 di sabato 5 gennaio 2019 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)