Giovedì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 7 FEBBRAIO:

In quel tempo. Molti videro partire il Signore Gesù e gli apostoli e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci». E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.” (Mc 6,33-44)

Una grande folla accorse per ascoltare il Signore Gesù e si fece l’ora di cena. E’ l’occasione per il Signore Gesù di dimostrare la sua signoria sul creato con la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Sfamò la folla ma lo scopo fu quello di un messaggio per tutti i presenti. Un messaggio d’amore di Dio per ogni sua creatura cui tenne e tutt’oggi tiene, e vorrebbe che ognuno scegliesse sempre la via del bene.
Lo scopo non fu quello di dare da magiare altrimenti sarebbe arrivato un perenne distributore di cibo per tutte le genti. Lo scopo fu quello di sentirsi amati da Dio con una spinta per vivere nella pienezza la vita che si ha di fronte senza risparmiarsi nell’amore reciproco. Questo cambia la modalità di faticare, lavorare, studiare, gioire, affrontare i drammi, con un risvolto che è avere nel cuore non solo se stessi ma anche le altrui persone.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI

(Spunto dal Vangelo secondo Marco 6,33-44 di giovedì 7 febbraio 2019, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

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