V DOMENICA DOPO L’EPIFANIA

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI DOMENICA 10 FEBBRAIO:

In quel tempo. Quando il Signore Gesù fu entrato in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito.” (Mt 8,5-13)

Signore non sono degno”. Quando ci si accorge un poco della propria indegnità nei confronti del Signore vuol dire che si è presa coscienza della grandezza d’amore che il Signore ha per ogni sua creatura. Il Signore gioisce quando vede fiorire la fede e il centurione capì l’importanza di Gesù e manifestò la sua fede. Pur senza vedere comprese che il Signore Gesù aveva molti subalterni che erano ai suoi ordini ed aveva la possibilità di agire come e quando voleva. Una fede così grande Gesù non la trovò fino a quel momento.
Un briciolo di fede muove tante cose, tante situazioni verso il bene.
Signore, aumenta la nostra fede!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI

(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 8,5-13 di Domenica 10 febbraio 2019, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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