NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.
IL VANGELO DI VENERDI’15 FEBBRAIO:
“In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo. Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano». Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa. E lo rimandò a casa sua dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio».” (Mc 8,22-26)
Con due imposizioni delle mani il Signore Gesù guarì il cieco. Lo condusse per mano e poi mano a mano cominciò a vedere. C’è una gradualità nel cominciare a vedere le cose grazie al Signore. All’inizio si è ciechi perché pur vedendo è come se non si guardasse nulla. Tutto scorre accanto, di fronte, dietro, sui fianchi ma tutto viene posto solo secondo le immagini conformi alla proposta dei media. Facendosi prendere per mano dal Signore si inizia a discostarsi e a prendere coscienza di quello che capita con la luce che inizia a essere quella della libertà, inizia a scollegarsi dal conforme. Nel tempo si diventa critici riguardo al conformismo perché si vive in profondità la propria libertà grazie al Signore Gesù.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 8,22-26 di venerdì 15 febbraio 2019, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)