Venerdì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI VENERDÌ 22 FEBBRAIO:
”In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri». (Mc 9,42-50)

Nel Vangelo, Gesù si riferisce ai piccoli che hanno iniziato un cammino di fede “questi piccoli che credono in me”, e sono le persone che hanno da poco scoperto la bellezza di credere, i piccoli, cioè le persone che hanno appena abbracciato la fede. Se in questo frangente vengono scoraggiate o scandalizzate da un comportamento sbagliato di qualche altro credente è molto facile che abbandonino il cammino di fede appena iniziato. Il danno commesso è talmente grande che può compromettere in modo definitivo la scelta di credere in Gesù. Il cristiano dev’essere sempre vigile nelle sue azioni per non commettere delle gravi contro testimonianze.
Spesso lo stesso brano viene interpretato per lo scandalo della pedofilia, argomento molto sentito e delicato, ma probabilmente in questo caso Gesù non si riferiva agli scandali sessuali. Tuttavia coloro che hanno commesso un simile peccato compromettendo in modo grave lo sviluppo armonioso del piccolo, devono essere messi nella condizione di non poterlo più ripetere con una chiara denuncia da parte di chi è a conoscenza dei fatti. L’omissione, l’omertà non sono tollerabili e il peccato di chi omette la denuncia è anch’esso molto grave. Un cammino di penitenza e preghiera e assieme la condizione di non potere più ripetere simili peccati, è l’unica strada da percorrere nella speranza di un perdono di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 9,42-50 di venerdì 22 febbraio 2019, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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