Lettura del Vangelo e commento
IL VANGELO DI MARTEDÌ 26 MARZO:
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».” (Mt 6,16-18)
Quando viene fatta una cosa per il Signore, un sacrificio per essere maggiormente in comunione con Lui, questo dev’essere intimo, riservato. Se non lo fosse non sarebbe vero. Lo scopo del digiuno è quello di privarsi di qualche cosa, ad esempio di un po’ di cibo, per guadagnare una maggiore spiritualità, una maggiore comunione con il Signore Gesù.
Come tutte le pratiche di rinuncia non vi è mai, o comunque è difficile che ci sia, una immediata crescita spirituale. Questa normalmente ci sarà nel tempo, dopo aver perseverato nel digiuno e nella fede.
Se invece in qualche modo ci si vanta del digiuno, questo non serve più a nulla. Ma la bellezza dell’intimità e della riservatezza di una rinuncia fatta solo per il Signore è già motivo di gioia nel cuore.
In questo tempo di Quaresima un augurio di buoni piccoli e grandi digiuni per il Signore per guadagnare fede, speranza e carità.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 6,16-18 di martedì 26 marzo 2019, – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)