Lettura del Vangelo e commento
IL VANGELO DI VENERDÌ 26 APRILE :
“In quel tempo. Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungere il corpo di Gesù. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”». (Mc 16,1-7)
La ricerca delle spoglie di Gesù fallisce. Le donne non le trovano ma nel sepolcro trovano un giovane che annuncia la risurrezione del Signore. Non solo, c’è anche la possibilità di vederlo di nuovo come da lui annunciato prima della Passione. Le donne annunceranno tutto ciò ai discepoli perché possa iniziare a comporsi la Chiesa di Gesù che inizierà a prendere corpo dopo la Pentecoste.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 16,1-7 di venerdì 26 aprile 2019, – TEMPO DI PASQUA – Rito Ambrosiano)
L’Ottava di Pasqua comincia dalla Domenica di Pasqua compresa fino alla Domenica successiva compresa detta “della Divina Misericordia”. I giorni feriali vengono chiamati “IN ALBIS”, che significa “in abito” cioè con la veste battesimale indossata. Si riferisce a coloro che hanno ricevuto il Battesimo la notte di Pasqua la cui veste bianca battesimale veniva indossata per una settimana. Terminata la quale la si deponeva: “IN ALBIS DEPOSITIS”.