SABATO IN ALBIS DEPOSITIS – VII giorno dell’ottava di Pasqua (ormai tolte le vesti battesimali)

Lettura del Vangelo e commento

IL VANGELO DI SABATO 27 APRILE:
“In quel tempo. Il Signore Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.” (Gv 21,1-14)


Dopo la risurrezione del Signore Gesù e dopo due apparizioni secondo il Vangelo di Giovanni, i discepoli vanno a pescare e sembrano spenti, tornano a quella attività che facevano prima di incontrare Gesù. Quella notte non presero nulla. Ma per la terza volta arriva il Signore Gesù e fa in modo che all’ultimo possano pescare centocinquantatré grossi pesci. Una grande pesca che fa intendere a Pietro che tutto doveva iniziare nella novità e con la gioia del Signore Risorto. La gioia della Pasqua non termina con il termine della festa ma prosegue con quel cambiamento di cuore verso il Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 21,1-14 di sabato 27 aprile 2019, – TEMPO DI PASQUA – Rito Ambrosiano)


L’Ottava di Pasqua sta per giungere al termine con il Sabato “IN ALBIS DEPOSITIS”, cioè con le vesti battesimali ormai deposte. Si riferisce a coloro che hanno ricevuto il Battesimo la notte di Pasqua la cui veste bianca battesimale veniva indossata per una settimana.

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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