MERCOLEDÌ DELLA II SETTIMANA DI PASQUA

Lettura del Vangelo e commento

IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 1° MAGGIO,
San Giuseppe lavoratore:

“In quel tempo.
Il Signore Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.” (Mt 13,54-58)

Nella sua patria, Gesù insegnava nella Sinagoga e lo faceva bene con sapienza e in ciò superava ogni predicatore anche quelli più istruiti. Questo era motivo di scandalo per chi lo aveva visto crescere poiché imparò il lavoro di falegname da Giuseppe e non andò a studiare. Come era dunque possibile che un falegname avesse una simile sapienza? Invece di gioire e ringraziare Dio per questo, gli abitanti rimasero scandalizzati. Non riuscivano a uscire dagli schemi terreni, pragmatici: esso non ha studiato dunque non può conoscere queste cose. Ma Gesù dimostrava il contrario.
A volta la debolezza umana supera l’evidenza che si esprime davanti a propri occhi; si è ciechi per rimanere convinti del proprio pensiero sbagliato. C’è solo da perdere. In questo caso Gesù a causa di ciò non fece molti prodigi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 13,54-58 di mercoledì 1° maggio 2019, – TEMPO DI PASQUA – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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