Memoria Madonna di Fatima.
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Lettura del Vangelo e commento
IL VANGELO DI LUNEDÌ 13 MAGGIO:
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».” (Gv 6,44-51)
Gesù il pane della vita. Vero nutrimento. Vero corpo, vero sangue. Che cosa sarebbe l’uomo se si nutrisse unicamente per il proprio corpo?
L’uomo che si nutre del pane di vita guadagna in se la presenza viva del Signore Gesù che accompagna e indirizza verso il profondo significato della vita con quel fine disponibile a tutti: la beatitudine eterna.
Il cibo sostiene la vitalità del corpo, il vero pane di vita, Gesù Cristo, guida questa vitalità nella gioia della presenza del Signore in una vita che diventa piena di giustizia, perdono e misericordia.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 6,44-51 di lunedì 13 maggio 2019, – TEMPO DI PASQUA – Rito Ambrosiano)