GIOVEDÌ DELLA IV SETTIMANA DI PASQUA

Lettura del Vangelo e commento

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 16 MAGGIO:
“In quel tempo. Quando ormai si era a metà della festa, il Signore Gesù salì al tempio e si mise a insegnare. I Giudei ne erano meravigliati e dicevano: «Come mai costui conosce le Scritture, senza avere studiato?». Gesù rispose loro: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato. Chi vuol fare la sua volontà, riconoscerà se questa dottrina viene da Dio, o se io parlo da me stesso. Chi parla da se stesso, cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che lo ha mandato è veritiero, e in lui non c’è ingiustizia. Non è stato forse Mosè a darvi la Legge? Eppure nessuno di voi osserva la Legge! Perché cercate di uccidermi?». Rispose la folla: «Sei indemoniato! Chi cerca di ucciderti?». Disse loro Gesù: «Un’opera sola ho compiuto, e tutti ne siete meravigliati. Per questo Mosè vi ha dato la circoncisione – non che essa venga da Mosè, ma dai patriarchi – e voi circoncidete un uomo anche di sabato. Ora, se un uomo riceve la circoncisione di sabato perché non sia trasgredita la legge di Mosè, voi vi sdegnate contro di me perché di sabato ho guarito interamente un uomo? Non giudicate secondo le apparenze; giudicate con giusto giudizio!».” (Gv 7,14-24)

Quanto è problematico il giusto giudizio. Forse bisognerebbe partire dal fatto che il proprio giudizio potrebbe essere non corretto e cercare sempre la verità senza stancarsi mai. Le apparenze sono spesso ingannatrici, quello che sembra difficilmente rispecchia la verità.
Non procedendo subito in un giudizio basato su un’apparenza ma sospendendolo, si è già in una buona condizione per capire, per cercare la verità. La pazienza, la non fretta di arrivare alla conclusione, il mettere da parte le simpatie e le antipatie contribuiscono alla verità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 7,14-24 di giovedì 16 maggio 2019, – TEMPO DI PASQUA – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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