Lettura del Vangelo e commento
IL VANGELO DI SABATO 18 MAGGIO:
“In quel tempo. I farisei udirono che la gente andava dicendo sottovoce queste cose del Signore Gesù. Perciò i capi dei sacerdoti e i farisei mandarono delle guardie per arrestarlo. Gesù disse: «Ancora per poco tempo sono con voi; poi vado da colui che mi ha mandato. Voi mi cercherete e non mi troverete; e dove sono io, voi non potete venire». Dissero dunque tra loro i Giudei: «Dove sta per andare costui, che noi non potremo trovarlo? Andrà forse da quelli che sono dispersi fra i Greci e insegnerà ai Greci? Che discorso è quello che ha fatto: “Voi mi cercherete e non mi troverete”, e: “Dove sono io, voi non potete venire”?».” (Gv 7,32-36)
I farisei, quella parte che era convinta che Gesù non era il Cristo e che comunque non era conveniente che le persone lo riconoscessero come tale, quei farisei sapevano che una parte della popolazione riconosceva Gesù come il Cristo. Era dunque necessario terminare questa cosa altrimenti poteva provocare dei cambiamenti anche nei vertici politici e religiosi. Invece avevano perso il loro cambiamento interiore verso il Cristo che attendevano.
Gesù continua a parlare a costoro a da indicazioni su quello che accadrà riferendosi alla sua passione proprio a causa del loro errore, del loro comportamento.
Andare dove è Gesù a volte può essere costoso, si può essere rifiutati come è stato rifiutato Gesù, si può essere incompresi, beffati, umiliati. Ma nessuno può togliere la gioia interiore di aver trovato il Messia, quella serenità che permane nonostante le molte tribolazioni.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 7,32-36 di sabato 18 maggio 2019, – TEMPO DI PASQUA – Rito Ambrosiano)