SABATO DELLA V SETTIMANA DI PASQUA

Lettura del Vangelo e commento

IL VANGELO DI SABATO 25 MAGGIO:
“In quel tempo. Quando ebbe lavato i piedi ai discepoli, il Signore Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto, ma deve compiersi la Scrittura: “Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno”. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono. In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».” (Gv 13,12a.16-20)

Un servo, oggi diremmo un collaboratore, non è più grande del suo padrone, oggi diremmo del suo titolare. Un inviato risponde a colui che lo ha mandato e rimane fedele alla missione affidatagli senza introdurre nulla di suo.
Un servo o un inviato se si distolgono dalle istruzioni ricevute, si insuperbiscono pensando di fare meglio facendo di testa propria e allontanandosi dal servizio o dalla missione che dovevano compiere.
Un servo o un inviato se rimangono fedeli alle istruzioni ricevute, allora sono testimoni di colui a cui sono a servizio con fedeltà e umiltà.
Per essere testimoni di Gesù è necessaria questa fedeltà che a volte costa praticarla perché si discosta parecchio da alcuni valori oggi considerati normali nelle società occidentali ma contrari al cristianesimo. Ma è impagabile rimanere fedeli al Signore Gesù con un’anima che vuole rimanere nella verità non abdicando a se stessa perché Gesù è il suo creatore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 13,12a.16-20 di sabato 25 maggio 2019, – TEMPO DI PASQUA – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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