Lettura del Vangelo e commento
IL VANGELO DI DOMENICA 26 MAGGIO:
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.
Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete». Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire».
Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.
La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia».” (Gv 16,12-22)
Gesù conosce che i suoi discepoli non sono ancora pronti per la missione che avranno da affrontare, lo saranno dopo la sua morte, risurrezione, ascensione e effusione dello Spirito Santo.
Lo Spirito Santo donerà agli Apostoli e ai credenti la forza d’amore che permette di affrontare ogni difficoltà. E’ lo Spirito della verità che dirà quello che è del Signore Gesù considerando che tutto quello che è di Gesù è anche del Padre.
In questo c’è la perfetta unione del Padre, Figlio e Spirito Santo, tre Persone uguali e distinte.
La presenza dello Spirito Santo darà la capacità ai testimoni della fede di essere perseveranti nelle numerose tribolazioni grazie alla presenza d’amore del Signore.
Tribolazioni, drammi, incomprensioni, molte croci da portare con l’aiuto del Signore Gesù ma con la prospettiva della profonda gioia che solo il Signore può donare. Questa gioia diventerà piena e nessuno potrà più portarla via.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 16,12-22 di Domenica 26 maggio 2019, – TEMPO DI PASQUA – Rito Ambrosiano)