Lettura del Vangelo e commento
IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 29 MAGGIO:
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».” (Gv 14,7-14)
“Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?”. Gesù afferma una unione perfetta, reciproca fra Padre e Figlio, l’uno nell’altro e in modo reciproco. Questo è incomprensibile se si pensa solo da un punto di vista terreno e fisico, due persone non possono essere nello stesso tempo nello stesso spazio, una non può essere nell’altra e viceversa. Ma due persone possono essere in perfetta comunicazione fra loro, talmente perfetta che è come se fossero l’una nell’altra da un punto di vista spirituale e se si vuole mentale. Questo non è possibile per l’uomo ma per la Santissima Trinità sì. Padre, Figlio e anche Spirito Santo sono un uno stato di comunione perfetta, impossibile all’uomo. Il mistero cristiano affascina anche per l’aspetto della comunione del Dio Trino e Uno.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 14,7-14 di mercoledì 29 maggio 2019, – TEMPO DI PASQUA – Rito Ambrosiano)