Lettura del Vangelo e commento
IL VANGELO DI SABATO 1° GIUGNO:
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».” (Gv 15,1-8)
Gesù esorta i suoi discepoli a rimanere in lui che vuol dire essere in una comunione profonda con il Signore. Ad esempio se quello che si pensa e quello che si fa non è disgiunto dal Signore ma è condotto alla luce della sua Parola, del suo Vangelo, allora si è in una buona comunione con il Signore Gesù. La propria esistenza non è privata di questa comunione con il Signore ma ne fa parte. Così facendo si diventa in qualche modo discepoli del Signore, suoi testimoni, vivendo la vita quotidiana nell’operosità del lavoro, nello studio, nelle faccende, nel riposo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 15,1-8 di sabato 1° giugno 2019, – TEMPO DI PASQUA – Rito Ambrosiano)