LUNEDÌ, SETTIMANA DOPO PENTECOSTE

Lettura del Vangelo e commento

IL VANGELO DI LUNEDÌ 10 GIUGNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me».” (Gv 12,27-32)


Inizia il tempo dopo la Pentecoste in cui vi è una ordinarietà, un tempo cosiddetto normale , non forte come quello pasquale appena terminato. In questa ordinarietà c’è la straordinarietà del Signore Gesù Cristo in quello che si fa, in quello che si pensa, in ogni giornata. Questo se glielo permettiamo.
Gesù nel Vangelo ha l’assistenza di Dio Padre in un importante momento nella conclusione della sua missione. Gesù pregava molto Dio Padre e la comunione era perfetta in ogni istante come una sola persona.
Anche noi possiamo essere in comunione con il Signore anche se non perfettamente. Con il suo aiuto possiamo cacciare fuori il nostro “principe di questo mondo” con le sue continue attrazioni. Un po’ più di cielo e un poco meno di terra è già una buona cosa per un cristiano credente pur tenendo sempre saldi i piedi su questa terra.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni di lunedì 10 giugno 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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