GIOVEDÌ, SETTIMANA DOPO PENTECOSTE

Lettura del Vangelo e commento

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 13 GIUGNO
“In quel tempo. Quando fu vicino, alla vista della città, il Signore Gesù pianse su di essa dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».
Ed entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: / “La mia casa sarà casa di preghiera”. / Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarlo.” (Lc 19,41-48)

Quel dolore espresso dal Signore Gesù su Gerusalemme è espressione del suo amore per Gerusalemme che non lo riconobbe, non si accorse di essere stata visitata dal suo Creatore e Messia. Per questo Gesù piange su di essa perché l’amava ma ormai era distratta tra le troppe cose e convenienze terrene a causa delle quali seguirà una distruzione. Una distruzione per mancanza d’amore per molti cuori induriti e accecati. Quando si riesce ad amare si costruisce, si edifica, si dona dignità e speranza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni di giovedì 13 giugno 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

Lascia un commento