Lettura del Vangelo e commento
IL VANGELO DI VENERDÌ 14 GIUGNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato». (Mt 10,18-22)
Nelle persone credenti in modo vero e profondo, c’è la perseveranza nella fede anche in situazioni di estrema tensione e disagio. Questo perché nel cuore c’è la certezza nella fede che nulla di più importante è non tradire il proprio credo nel Signore Gesù che è fonte d’amore e comprensione. In queste situazioni di particolare tensione, il Signore poi dona quella capacità d’essere testimoni veraci della sua salvezza.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni di venerdì 14 giugno 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)