Lettura del Vangelo e commento
Lettera ai Corinzi di S. Paolo Apostolo
“Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.” (Corinzi 11,23-26)
IL VANGELO DI GIOVEDÌ 20 GIUGNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.” (Lc 11b-17)
Corpo donato e Sangue versato. Il Corpo e il Sangue di Cristo. Non ha voluto lasciarci nel transito terreno, ha voluto donare la sua presenza reale.
L’Eucarestia non è solo un simbolo che rimanda a una memoria di duemila anni fa di quello che fece per tutti noi il Signore Gesù in quell’offerta dove diede tutto se stesso.
L’Eucarestia è veramente il nostro Signore Gesù Cristo che vuole essere presente lungo il cammino faticoso dell’esistenza umana. E’ la ripresentazione dell’unico sacrificio di Cristo. Su ogni altare dopo la consacrazione c’è il Signore Gesù con il suo amore per noi. Non ci vuole abbandonare ma ci vuole amare.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni di giovedì 20 giugno 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)