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Lettura del Vangelo e commento
IL VANGELO DI MARTEDÌ 25 GIUGNO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!». E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va’ invece a mostrarti al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro».
Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.” (Lc 5,12-16)
Gesù compiva (e compie) opere di guarigione e molti lo seguivano solo per questo. Era giunto colui che guariva e Gesù con questo voleva indicare che era veramente lui il Messia, e la misericordia di Dio veniva incontro con questi gesti miracolosi.
Allora Gesù si ritirava a pregare lontano dalle persone per rimanere sempre nella verità, in una perfetta comunione con Dio Padre lontano da qualsiasi gloria terrena che lo avrebbe fatto re del mondo.
Sono un fedele. Cerco i miracoli? Cerco gesti eclatanti? Cerco il messaggio che arriva dall’aldilà? Se cerco solo queste cose come momenti importanti forse devo molto crescere nella fede che è fatta di fiducia, affidamento, carità, preghiera, senza mai trascurare quella grande preghiera comune della S. Messa. E allora forse incomincio a essere veramente una persona credente.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 4,16b-22b di martedì 25 giugno 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)