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Lettura del Vangelo e commento
IL VANGELO DI GIOVEDÌ 27 GIUGNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai farisei e agli scribi una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi».” (Lc 5,36-38)
Bisogna rinnovare la propria persona per poter accogliere la novità del Vangelo altrimenti, rimanendo fermi nelle convinzioni personali, tutto andrà perso. Si diventa “otre nuovo” capace di accogliere l’abbondanza della novità di vita che c’è nel Vangelo se si accetta di eliminare il “vecchio otre”, il quale consiste nel essere chiuso nei propri ideali di vita.
“Otre nuovo” si diventa praticando l’umiltà che indirizza verso la vera gioia.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 5,36-38 di giovedì 27 giugno 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)