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Lettura del Vangelo e commento
IL VANGELO DI SABATO 29 GIUGNO
“In quel tempo.
Il Signore Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».” (Gv 21,15-19)
Mi vuoi bene? Vuoi bene a Gesù? Oppure è solo considerato una deriva da una cultura considerata ormai vecchia, arcaica che impedisce la libertà dell’uomo?
Ma Gesù libera l’uomo ancora oggi, e attraverso Pietro richiama tutti al principale valore di un uomo e di una donna: volere bene, volere il bene, volere bene a Dio, volere bene alle persone. Questa è la via per diventare e essere persone veramente responsabili che possono pascere il proprio gregge della famiglia, del lavoro, della scuola.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 21,15-19 di sabato 29 giugno 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)