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Lettura del Vangelo e commento
IL VANGELO DI MARTEDÌ 2 LUGLIO
“Un altro sabato il Signore Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo. Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo. Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita. Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.” (Lc 6,6-11)
Per quei scribi e farisei Gesù reiterava la violazione della legge violando il riposo del giorno di sabato. Ma Gesù dice che è possibile esprimere il proprio amore nella carità nel giorno di sabato, è possibile fare il bene, è possibile guarire una persona.
Ma la durezza dei cuori di quei scribi e farisei è tale da vedere in Gesù solo una persona che viola più volte la legge ma omettendo ogni bene da lui compiuto, la salvezza dell’uomo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 6,6-11 di martedì 2 luglio 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)