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Lettura del Vangelo e commento
IL VANGELO DI GIOVEDÌ 4 LUGLIO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».” (Lc 6.20a.24-26)
La speranza della persona credente consiste anche nella giustizia divina, molto differente da quella umana. Giusta, equa, conoscente in profondità di tutto, misericordiosa.
Gesù avverte le persone agiate che non condividono nulla con quelle indigenti, che corrono un grosso rischio. Coloro che trattengono per se la ricchezza senza condividere nulla in una loro scelta consapevole, rischiano grosso. Si tratta di mancanza d’amore verso che è debole e questo è un grave peccato. Invece, pur mantenendo una certa agiatezza, la persona ricca può condividere generosamente parte di quello che possiede e questo è il miglior investimento possibile che possa fare.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 6.20a.24-26 di giovedì 4 luglio 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)