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Lettura del Vangelo e commento
IL VANGELO DI MARTEDÌ 9 LUGLIO
“In quel tempo. Quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, il Signore Gesù entrò in Cafàrnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga». Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.” (Lc 7,1-10)
Il centurione, un soldato di grado intermedio che comandava circa un centinaio di uomini, aveva un servo malato. Ci teneva a questo servo e fa chiamare Gesù da degli anziani perché non si riteneva degno di andare di persona a incontrarlo. Ma poi gli manda a dire di non entrare a casa sua ma di dare un comando perché il suo servo sia guarito. E così accadde.
Il centurione aveva molta fede e considerava Gesù come una persona di alto grado che comandava un esercito non di uomini che si possono vedere ma di persone che non possono essere viste se non con gli occhi della fede. Una grande fede espressa in modo militare ed esprime il credere a una vasta realtà di bene a noi invisibile.
Signore aumenta la nostra fede!
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 7,1-10 di martedì 9 luglio 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)