MERCOLEDÌ della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

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Lettura del Vangelo e commento

IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 10 LUGLIO
“In quel tempo. Il Signore Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.” (Lc 7,11-17)

“Dio ha visitato il suo popolo”. E’ l’affermazione delle persone che avevano assistito alla risurrezione di un ragazzo, unico figlio di una madre vedova. Le persone semplici capiscono spesso sempre molto più dei dotti e dei sapienti che troppo spesso sono accovacciati su pensieri e ragionamenti che fanno perdere l’essenziale, la grande novità che il Signore Gesù vuole donare.
Proprio Gesù è colui che visita il suo popolo, ed esprime compassione per le persone nella sofferenza con quella vicinanza d’amore infuocato che espresse sempre nella sua missione fra le sue creature. Un amore che tutt’oggi è presente e non si allontana da ogni credente che confida nel Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 7,11-17 di mercoledì 10 luglio 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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