GIOVEDÌ della settimana della V Domenica dopo Pentecoste

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Lettura del Vangelo e commento

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 18 LUGLIO
“In quel tempo. Avvenne che, un giorno, il Signore Gesù salì su una barca con i suoi discepoli e disse loro: «Passiamo all’altra riva del lago». E presero il largo. Ora, mentre navigavano, egli si addormentò. Una tempesta di vento si abbatté sul lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo. Si accostarono a lui e lo svegliarono dicendo: «Maestro, maestro, siamo perduti!». Ed egli, destatosi, minacciò il vento e le acque in tempesta: si calmarono e ci fu bonaccia. Allora disse loro: «Dov’è la vostra fede?». Essi, impauriti e stupiti, dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che comanda anche ai venti e all’acqua, e gli obbediscono?».” (Lc 8,22-25)

La Parola di salvezza placa le tempeste più violente che possono capitare nel mondo. Gesù erompe nelle acque agitate delle esistenze e porta la calma. Il motivo della tempesta è cacciato via dalla sua azione salvifica. Si tratta di accettare Gesù sulla propria barca e che agisca a nostro favore, e questo vuol dire far vivere la fede in lui in modo vero, esprimendo l’essere cristiano non per finta e ogni giorno.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 8,22-25 di giovedì 18 luglio 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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