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Lettura del Vangelo e commento
IL VANGELO DI VENERDÌ 26 LUGLIO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso? Chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell’uomo quando verrà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi. In verità io vi dico: vi sono alcuni, qui presenti, che non morranno prima di aver visto il regno di Dio».” (Lc 9,23-27)
Chi si dona trova salvezza, chi si chiude rischia di perdersi. Si tratta di trovare la giusta direzione dove sia possibile la logica del dono e non quella del possesso.
La logica del possesso costringe a difendere e conservare le cose e le persone possedute, c’è la paura di perderle e per questo ci si chiude perdendo l’amore.
La logica del dono libera dall’ossessione del possedere cose e persone, e trova gioia nella gratuità.
La logica del possesso promuove la carriera, una posizione di prestigio e ben retribuita ma solo con il fine della maggior posizione sociale.
La logica del dono promuove il servizio nella carriera, il mettersi a disposizione per migliorare la società con il fine del bene per il prossimo.
Qui può esserci la scoperta che perdere la propria vita per il Signore Gesù è un grande guadagno di amore e salvezza.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 9,23-27 di venerdì 26 luglio 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)