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Lettura del Vangelo e commento
IL VANGELO DI LUNEDÌ 29 LUGLIO
“In quel tempo. Quando furono discesi dal monte, una grande folla venne incontro al Signore Gesù. A un tratto, dalla folla un uomo si mise a gridare: «Maestro, ti prego, volgi lo sguardo a mio figlio, perché è l’unico che ho! Ecco, uno spirito lo afferra e improvvisamente si mette a gridare, lo scuote, provocandogli bava alla bocca, se ne allontana a stento e lo lascia sfinito. Ho pregato i tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa, fino a quando sarò con voi e vi sopporterò? Conduci qui tuo figlio». Mentre questi si avvicinava, il demonio lo gettò a terra scuotendolo con convulsioni. Gesù minacciò lo spirito impuro, guarì il fanciullo e lo consegnò a suo padre. E tutti restavano stupiti di fronte alla grandezza di Dio. Mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini». Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.” (Lc 9,37-45)
Gesù compie una guarigione riconsegnando al padre il figlio guarito. Subito dopo la guarigione richiama i suoi discepoli dicendo quello che avrebbe subito al termine della sua missione, essere consegnato nelle mani degli uomini.
Non dunque un futuro di gloria e onori come pensavano molti vedendo i suoi numerosi miracoli ma di offerta di se stesso per dare la possibilità all’uomo di essere salvo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 9,37-45 di Lunedì 29 luglio 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)