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Lettura del Vangelo e commento
IL VANGELO DI DOMENICA 11 AGOSTO
“In quel tempo. Mentre i farisei erano riuniti insieme, il Signore Gesù chiese loro: «Che cosa pensate del Cristo? Di chi è figlio?». Gli risposero: «Di Davide». Disse loro: «Come mai allora Davide, mosso dallo Spirito, lo chiama Signore, dicendo: “Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici sotto i tuoi piedi”? Se dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo figlio?». Nessuno era in grado di rispondergli e, da quel giorno, nessuno osò più interrogarlo. ” (Mt 22,41-46)
Gesù nacque dalla discendenza davidica cui faceva parte il padre Giuseppe ma solo da un punto di vista legale. Davide scrisse riguardo a una persona della sua discendenza che chiama “Signore” e non figlio. Signore era un titolo riservato solo al Re e a Dio. Nessuno poteva usare questo titolo al di fuori di queste due persone. Dunque Davide prevede nella sua discendenza il Signore. Ma come è possibile? Lo è diventato grazie alla beata vergine Maria che concepì il Verbo di Dio per opera dello Spirito Santo ed ebbe come sposo un discendente della casa di Davide: Giuseppe.
Davide fu il Re scelto da Dio e governò fedelmente Israele se pur facendo il suo grande peccato di adulterio e omicidio di cui si pentì e gli fu perdonato. Davide fu scelto per il suo cuore e non per il suo aspetto, un cuore generoso e fedele anche se non impossibilitato a sbagliare e a peccare. Ma dalla discendenza davidica nascerà Gesù Cristo che non peccherà e rivoluzionerà il concetto di potere con la parola servizio.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 22,41-46 di Domenica 11 agosto 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)